Il termine WU SHU indica Arte della Guerra. L’origine di questo termine risale a diversi millenni fa, quando i primi guerrieri incominciarono a studiare dei movimenti per combattere e distinguersi meglio in battaglia.
Un momento molto importante nello studio delle arti marziali, lo si ha durante la dinastia Han (206 a.c.-220 d.C.), in questo periodo l'arte marziale veniva chiamata WU YI.
Il WU YI, era suddiviso, nel suo interno, da più specialità che lo rendevano molto completo e complesso. Queste specialità erano: JIAODI (lotta libera), SHOUDI (pugilato), FORME (sequenze di tecniche preparatorie allo studio del combattimento) nate per sviluppare i movimenti e le tecniche che con il tempo venivano studiate: l’imitazione del comportamento degli animali nel loro habitat, il combattimento libero con o senza armi, lo studio e l’utilizzo di moltissime armi. Da tutto questo è nato lo studio di alcune delle tecniche da combattimento, che con il tempo si sono sviluppate e migliorate giungendo fino ai giorni nostri. Oggi il WU SHU ha un'impostazione molto differente rispetto alle sue origini. Ad inizio secolo (1928), ci fu un importante incontro tra tutti i maggiori esponenti delle Arti Marziali cinesi, nel quale furono stabilite e codificate sotto il termine WU SHU forme a mani nude e forme con le armi.
Forme = sequenze di tecniche preparatorie allo studio del combattimento.
Armi = le armi di base codificate a livello internazionale sono quattro; due corte sciabola e spada, e due lunghe bastone e lancia. Oltre a queste sono insegnate le armi dimostrative, quali il bastone a tre sezioni, la catena, l’alabarda, ecc., le armi doppie, quali doppia sciabola, doppia spada, doppia catena, ecc., le armi miste, quali sciabola con catena, sciabola con scudo, eccetera.
All’interno di tutto questo il WU SHU è stato, nel tempo, suddiviso in due parti, il WU SHU del Nord e il WU SHU del Sud. Il WU SHU, come gli stili tradizionali, ha inoltre anche una distinzione tra stili esterni e stili interni. Quando si parla di stili esterni, si intendono stili legati allo sviluppo della forza fisica, della potenza, dell'atleticità e di tutte quelle qualità legate ad un concetto centrifugo (che porta verso l'esterno) del movimento.
Trattando invece di stili interni, lo sguardo si porta all'interno dell’essere umano, dove lo studio della forza fisica, della potenza, è legato all'aspetto meditativo. Nello studio degli stili interni, infatti, si dà molta importanza alla respirazione, all'energia dell'Uomo immerso nell'energia della natura e ad essa collegato, al movimento che nasce nel corpo (concetto centripeto).